Il test di italiano B1 richiesto per la cittadinanza è incostituzionale!

La sentenza numero 25 del 7 Marzo 2025 della corte costituzionale ha rivoluzionato l’iter di richiesta della cittadinanza italiana per tutti quelli che erano obbligati alla certificazione di conoscenza della lingua B1. Vediamo cos’è cambiato!

Dal 2018 in poi il decreto “Salvini”, dal ministro allora proponente, ha reso più complesso l’accesso alla cittadinanza italiana soprattutto per tutti quelli che sono coniugati con un cittadino/a e fanno la richiesta dopo 2 anni di matrimonio. Per mantenere un livello accettabile di integrazione infatti è stato richiesto, come in molti altri Paesi europei, una conoscenza della lingua a livello intermedio, appunto il B1.

Ci sono però situazioni particolari che non sono state prese in considerazione dal decreto poi convertito in legge. Che dire di tutte quelle persone che, per varie ragioni mediche, non riescono ad ottenere la certificazione?

Stiamo parlando di persone con comprovati deficit cognitivi, problemi di senilità, handicap di vario livello che rende impossibile il riuscire a superare una certificazione linguistica.

La certificazione CILS già aveva preso in considerazione queste problematiche, istruendo le sedi qualora capitassero candidati con esigenze particolari. Certo è che non tutte le sedi potevano organizzarsi in tal mondo prevedendo, ad esempio, stanze extra, somministratori in più eccetera. Queste persone con comprovate disabilità rischiavano di dover rinunciare alla cittadinanza proprio per l’impossibilità di qualificare la propria conoscenza linguistica.

Ebbene la Corte costituzionale, interrogata in via incidentale da un TAR, è stata costretta a pronunciarsi sull’argomento. Chiedere questa certificazione B1 anche in presenza di comprovati deficit cognitivi è una lesione del principio di uguaglianza di tutte le persone davanti alla legge? O, come sosteneva l’avvocatura dello Stato, il diritto a ottenere la cittadinanza non è un diritto così forte come quelli inviolabili dell’uomo espressi nella carta delle Nazioni unite?
Ebbene la Corte costituzionale ha espresso, tramite la sentenza num. 25 del 7 Marzo 2025, l’incostituzionalità della normativa laddove non preveda un’esclusione della richiesta di certificazione in caso di comprovati deficit cognitivi diagnosticati da una commissione medica italiana competente.

Se pensate che qualcuno della vostra famiglia non possa ottenere la certificazione della lingua italiana B1 per uno di questi motivi è bene prenotare una visita presso l’INPS per comprovare il deficit. Una volta ottenuta la certificazione di invalidità potrete, tramite un patronato o un ufficio stranieri di un sindacato, andare avanti nella pratica di cittadinanza senza dover ottenere la certificazione B1.

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