Le case editrici moderne e le proposte editoriali truffa

Scrivere è una passione per molti di noi. Le case editrici, nate come funghi negli ultimi decenni, sono passate da abili selezionatrici di talenti a procaccatrici di affari.  Ci sono alcune proposte editoriali dalle quali girare al largo. Se sei uno scrittore ti spiegherò quali!

Iniziamo con il dire una cosa: le case Editrici serie non ti chiedono soldi per pubblicare il tuo romanzo o saggio. Il professionista seleziona il talento, lo fa crescere, corregge gli errori e mette in vendita l’opera assicurandosi un giusto guadagno. Magari semplicemente ci dice che no, non sappiamo scrivere e il nostro lavoro non è all’altezza del mercato. Oppure ci possono dare alcune critiche affinché possiamo migliorare la nostra opera e ritentare.  Fanno così tutte le case editrici famose e blasonate. Il problema?  E’ molto difficile arrivare a loro in quanto tutti vorremmo essere pubblicati da Mondadori, Feltrinelli, Hoepli eccetera e i manoscritti inviati sono migliaia e nella maggior parte dei casi non vengono nemmeno letti.

Per aggirare a questo inghippo l’aspirante scrittore ha due soluzioni:

  1. Auto pubblicare il proprio scritto;
  2. Rivolgersi a una piccola (e sconosciuta) casa editrice;

L’auto-pubblicazione seria, anche qui, si fa in modo piuttosto economico e senza obblighi di acquisto di un numero spropositato di copie. Tra costi fissi, iban, messa in commercio e lavoro editoriale ve la caverete con meno di 100 euro. Pochi soldi ma anche, purtroppo, poca soddisfazione. L’opera sarà buttata nel calderone dei migliaia di titoli autopubblicati che i lettori, spesso giustamente, si rifiutano di leggere in quanto è assente la garanzia che l’opera sia non solo interessante ma anche ben scritta.

Le case editrici, consce  del desiderio che gli scrittori hanno di poter essere pubblicati non con un’opera di auto pubblicazione, si muovono a volte in modo molto più subdolo. Il percorso è quello di fare leva psicologica sulle persone e sui loro sogni  muovendosi in quel dolus bonus proprio della pubblicità. L’offerta contrattuale è sotto i nostri occhi e molti addetti di case editrici non hanno nemmeno vergogna a proporcela. Siamo consci, firmando il contratto, di cosa ci aspetta e la “truffa” è pertanto molto più psicologica che giuridica.   Quello che otterremo infatti non è  la pubblicazione del nostro romanzo ma semplicemente la messa in commercio e la stampa di un tot di copie del nostro lavoro che pagheremo profumatamente. Nei contratti si può parlare di una acquisto di 50, 70 , 100 copie del nostro libro a prezzo di copertina. I conti sono presto fatti: nella migliore delle ipotesi possiamo immaginare di vendere il prodotto a 15 euro a volume. Quali garanzie abbiamo che la “casa editrice” (tra virgolette in quanto sarebbe più giusto chiamarla tipografia) promuoverà davvero l’opera e ne stamperà altre copie?
Se una casa editrice di auto pubblicazione ci fa pagare un’opera 3 o 4 euro garandendosi comunque un guadagno, qui siamo davanti non solo alla copertura dei costi ma a un guadagno bello e buono sulle spalle dell’autore che si sarà riempito il garage con le sue opere e dovrà supplicare amici e parenti di acquistarne una. Un sistema che sembra collaudato e proposto da numerose case editrici.

Molti possono pensare che ” mi fanno una proposta contrattuale, devo pagare 1000 euro per avere il miei 70 libri. Io accetto. Dov’è il problema?”

In primis c’è una confusione dei ruoli. L’autore deve fare l’autore e l’editore l’editore. Il primo deve produrre un’opera valida mentre il secondo deve renderla visibile e vendibile. Se l’autore diventa libraio qualcosa non va.

Vi racconto la mia storia. Mi piace scrivere e ho partecipato a un concorso letterario, edito dalla casa editrice Aletti

Aletti Editore: Opinioni, Premio Dostojevskij e Pubblicazione a Pagamento – Cosa Sapere Prima di Firmare

Scrivere è una passione. Pubblicare un libro è un sogno.
Ma quando ricevi una proposta editoriale che prevede l’acquisto di copie, è giusto fermarsi e fare alcune domande.

In questo articolo analizziamo:

  • come funziona la pubblicazione a pagamento

  • cosa significa quando una casa editrice chiede soldi

  • l’esperienza personale con il Premio Dostojevskij di Aletti Editore

  • come riconoscere una proposta editoriale poco trasparente


Case editrici serie: chiedono soldi all’autore?

Partiamo da un principio semplice:

Le case editrici tradizionali non chiedono denaro all’autore per pubblicare un libro.

Il loro modello economico è chiaro:

  • selezionano i manoscritti

  • investono nell’editing

  • stampano e distribuiscono

  • guadagnano dalle vendite

Se un’opera non è ritenuta idonea, viene rifiutata.
È duro, ma è il funzionamento del mercato editoriale.


Cos’è la pubblicazione a pagamento?

La pubblicazione a pagamento è un modello diverso.

In questo caso:

  • l’autore firma un contratto

  • è previsto l’acquisto obbligatorio di un certo numero di copie

  • il guadagno principale dell’editore deriva dall’autore stesso

Spesso si parla di:

  • acquisto di 50, 70 o 100 copie

  • cifre che possono superare i 1000 euro

  • promesse di visibilità e distribuzione

Il problema non è giuridico (il contratto è firmato consapevolmente), ma economico e professionale.


Aletti Editore e il Premio Dostojevskij: la mia esperienza

Ho partecipato al Premio Internazionale Dostojevskij, organizzato da Aletti Editore.

Il mio racconto è risultato finalista.
Poco dopo ho ricevuto una proposta di pubblicazione in una raccolta.

Fin qui tutto normale.

Nel contratto, però, era prevista una clausola che obbligava l’autore all’acquisto di un certo numero di copie, per un importo complessivo di circa 150 euro.

Ho deciso di non accettare.

Non per una questione economica, ma per principio:
l’autore dovrebbe scrivere, l’editore dovrebbe vendere.

Successivamente ho ricevuto un’altra proposta contrattuale, questa volta per la pubblicazione di un saggio, con obbligo di acquisto di circa 70 copie per una cifra superiore ai 1000 euro.

Anche in questo caso ho scelto di non firmare.

Questa è la mia esperienza personale.


Pubblicazione a pagamento: quali sono i rischi?

Quando una casa editrice chiede l’acquisto di copie:

  • non assume un vero rischio imprenditoriale

  • non è incentivata a promuovere realmente l’opera

  • il guadagno è già garantito

Il risultato?

L’autore si ritrova spesso con scatoloni di libri da vendere autonomamente.

Si crea una confusione di ruoli:

  • l’autore diventa libraio

  • l’editore diventa tipografia


Come riconoscere una proposta editoriale poco trasparente

Fai attenzione se:

  • il contratto prevede l’acquisto obbligatorio di copie

  • non è chiaro il piano di distribuzione

  • la selezione del manoscritto è eccessivamente rapida

  • quasi tutti i partecipanti a un concorso ricevono una proposta

Non significa automaticamente che si tratti di una truffa, ma è fondamentale leggere con attenzione ogni clausola.


Auto-pubblicazione: alternativa più trasparente?

L’auto-pubblicazione può essere una scelta consapevole.

I costi sono generalmente:

  • editing

  • impaginazione

  • copertina

  • pubblicazione su piattaforme online

Spesso si rimane sotto i 100 euro iniziali.

La differenza è che qui il modello è chiaro:
l’autore paga per un servizio, senza ambiguità.


Conclusione

Ricorda:

Le case editrici tradizionali guadagnano vendendo libri ai lettori, non agli autori.

Se una proposta editoriale prevede l’acquisto obbligatorio di copie, valuta con attenzione.

Informarsi è il primo passo per proteggere il proprio lavoro e il proprio sogno.


Domande Frequenti

Aletti Editore è una truffa?

Ogni autore deve valutare la propria esperienza personale. È importante leggere attentamente il contratto e verificare se è prevista la pubblicazione a pagamento con acquisto obbligatorio di copie.


Cos’è la pubblicazione a pagamento?

È un modello editoriale in cui l’autore sostiene parte dei costi acquistando copie del proprio libro.


Le case editrici serie chiedono soldi?

Le case editrici tradizionali non richiedono denaro all’autore per pubblicare un’opera.


Conviene accettare una proposta di pubblicazione a pagamento?

Dipende dagli obiettivi dell’autore. È fondamentale valutare costi, benefici e reale piano di distribuzione.

Fabio Boero

Guarda il mio video su questo tema

39 pensieri riguardo “Le case editrici moderne e le proposte editoriali truffa”

  1. Ho avuto la tua stessa disavventura, stessa procedura per un concorso musicale, stessa casa e stesso modus operandi
    A distanza di tre anni ricevo ancora in Spam la loro pubblicità.

    Non ho parole

    Gianluca

    1. Buongiorno. La verità è che case editrici serie per gli scrittori emergenti, sono quasi impossibili da trovare. Anche se non ti chiedono contributi, poi raccontano la barzelletta che devi acquistare un minimo di copie per ISBN, o altre storielle del genere. Siamo sempre al punto di partenza. Puoi avere tutto il talento che vuoi, ma in questo paese se non hai la conoscenza giusta, fai la fila anche per pisciare.

  2. Grazie per la condivisione, in ambito scientifico questi si chiamano “predatory journals”… quanta poca poesia c’è in tutto questo, poveri noi, stiamo alla larga!

  3. Salve, a me per una mia poesia selezionata nel’ultimo concorso hanno chiesto l’acquisto di almeno 3 copie del libro in cui verrà inserita
    67€ comprensive di spese spedizione e pergamena di riconoscimento
    Credo sia più che accettabile
    Poi non so le vostre esperienze
    Certo è che chi chiede molti soldi non è sicuramente affidabile

    1. stessa cosa e stesso importo ( Aletti). per il momento ho accettato e pagato, ma non faro’ altri pagamento

    2. Hanno chiesto anche a me almeno 67 euro per tre copie. Ma come a me, a lei e a tutti coloro che hanno partecipato dicendo che sono stati selezionati alla finale, della quale non si saprà mai il vincitore fino a che non si andrà sul posto (a proprie spese) per la scoperta delle targhe in ceramica ove dovrebbero essere incise le poesie vincitrici. Tutte le altre saranno raccolte in un volume quindi la sua e la mia poesia finirà in un libro insieme a centinaia di altre, di cui poi non fregherà nulla a nessuno.
      Le pare una proposta seria?
      Se lei moltiplica i 67 euro (il minimo, perché qualcuno vorrà più copie) per le migliaia di presunti poeti in cerca di gloria, si renderà conto, che tolte le spese, alla casa editrice rimarrà un guadagno considerevole. E lei avrà la sua poesia dispersa nel mare di tante altre.
      Scriva più poesie o più racconti o un libro e lo stampi in autonomia. Vedrà che con le vendite agli amici e conoscenti pareggerà certamente le spese e le sue opere avranno almeno un minimo di divulgazione, e lei la soddisfazione di avere un libro esclusivamente suo.

    3. Ho letto il libro. Una gran bella porcheria. Ma sono poesie da pubblicare? Voglio dire, quelle sarebbero poesie selezionate. Anche io ho ceduto. Ho acquistato le mie tre copie ed ero tutto orgoglioso. Poi quando ho letto le poesie della raccolta mi veniva da ridere. Nella raccolta è compresa una poesia tra le prime dieci del concorso: Non ci credevo quando l’ho letta. Sicuramente il concorso pilotato e che dire. Quando la mattina alle 8 e zero 2 minuti, mi arriva il bollettino (come lo chiamano loro) della Aletti, lo adagio nel cestino della spazzatura.

  4. anche io stessa esperienza con Aletti Editore, Europa Edizioni e Albatros Edizioni, Dantebus, più un’altra che al momento mi sfugge il nome.
    Scrivo poesie purtroppo non le ho ancora pubblicate, e la cosa mi rende molto triste, quindi se avete anche qualche nome di qualche piccolissima casa editrice ve ne sarei grato.

    1. ciao, io ho autopubblicato con youcanprint una raccolta di poesie per regalarle ai miei parenti. Costo molto basso, poi non ho agito per una vendita più voluminosa con promozione su amazon ads. Mi hanno chiesto gentilmente se volevo agire per la vendita in rete ma io non ero nel momento giusto.
      Ora francamente devo riflettere. Grazie a corsi di scrittura vengo a consocere editor, ma mi viene detto che è meglio se non li disturbo presentando le mie cose.
      Quindi non c’è soluzione. Pagare è ridicolo, quindi no. Contattare case editrici è impossibile. Quindi sembra non esserci alcuna soluzione. Forse dovrei davvero valutare l’autopubblicazione ed i social. Finchè Fabio Volo può pubblicare qualsiasi idiota può pubblicare ma nessuno di noi normali sconosciuti viene minimamente cagato. Il nostro non è un paese meritocratico e si basa solo sulla
      raccomandaazione. Dagli ospedali all’editoria, bisogna tornare agli anni 70 e farsi raccomandare? Bho!

    2. Ciao, io scritto un libro e pubblicato in autonomia con Amazon e venduto copie per conto mio!
      Per le copie vendute con Amazon ( un centinaio di euro) non ho ancora visto un centesimo. Non si riesce a parlare con nessuno e mi arrivano mail dicendo che il conto corrente inserito è errato.
      Quindi pubblica con Amazon ( che ti fa pagare ogni copia circa 3/4 euro, tu compri le tue copie e le vendi in autonomia al prezzo di copertina ( guadagno netto circa 10 euro a copia)
      Anche a me arrivata mail Aletti editore e ho cercato info. Meno male ho trovato voi!!!!
      Grazie

    1. Tutte quelle che non propongono all’autore di acquistare libri o quote ma, al contrario, credono nel progetto e fanno le case editrici!

  5. Salve a tutti. Anch’io come molti di voi che leggono qui mi diverto a scrivere. Partecipo a concorsi e se vinco sono contento. Quest’anno ho partecipato al VII Premio Internazionale “Salvatore Quasimodo” organizzato, credo, dalla Aletti editore. La partecipazione costa 25 euro, che ritengo una quota giusta (spese di segreteria e disturbi organizzativi vari). Nella scheda di partecipazione c’era una casella da segnare obbligatoriamente. Sono quelle classiche accettazioni di consensi a invii di proposte pubblicitarie o simili. Come accade spesso, la scelta non è libera e bisogna accettare. Devo dire che è la prima volta che a un concorso letterario trovo questa cosa. Questi rispondono dicendo che hanno ricevuto. Mi va bene, perché a certi concorsi non rispondono neanche. Da quel momento ricevo una valangata di mail e messaggi sul telefono con inviti a partecipare ad altri concorsi e ascoltare le letture di testi. Praticamente ogni giorno. Dopo un po’ decido che ne ho abbastanza, trovo per fortuna un sistema per comunicare che non voglio ricevere più niente e per mail da quel momento non ricevo più niente, mentre continuo ancora a vedere sms sul telefono.
    Ho partecipato inviando una poesia a tema libero in una lingua diversa dall’italiano. L’ho fatto così per ridere, non sono un poeta, ho scritto una robetta in rime dedicata a un amico. Secondo me non aveva una gran qualità stilistica.
    Dopo mesi dalla mia partecipazione (fatta a gennaio) ricevo (metà ottobre) per posta ordinaria una bella targa con scritto VII Premio Internazionale “Salvatore Quasimodo” Primo Classificato, il mio nome e la sezione cui ho partecipato. Mi stupisco non poco e ci credo ancora meno. Assieme alla targa c’è un foglio con carta intestata della Aletti editore (ma non firmato) con la richiesta di rispondere a tre domande e inviare una foto mia con il premio.
    Io non invio niente e chiedo spiegazioni, tipo come mai non sono stato avvisato e che fine ha fatto la cerimonia di premiazione. Dopo qualche giorno mi rispondono dicendo che la cerimonia non c’è stata per motivi sanitari e che a giugno avrebbero inviato a tutti i vincitori una mail.
    Dunque. Non penso alla truffa, non mi è stato chiesto di pagare niente e comprare niente, ma non capisco. Sto cercando nel loro sito un minino di ufficialità della cosa, perché se c’è stata una giuria ci dovrebbe anche essere un’ufficializzazione di risultati. Non trovo niente. Francamente non capisco. Se è una strategia per agganciare lo scrittore dilettante, ci si può spingere fino al punto di fingere di dargli un premio? Se io non faccio niente, come farò, non ci guadagnano niente. Non capisco veramente lo scopo di questa operazione.
    Grazie per avermi letto e se volete ditemi la vostra opinione.

    1. Anche a me mi è arrivata un’ email da quella casa editrice, proprio oggi che mi informa di essere stata selezionata, ma mi offre di comprare delle copie alla bellezza di 65 euro piú 10 per altre sciocchezze. Solo che si firmano con il nome di un poeta spezzato da un punto. E lí ci ho visto la truffa bella e buona

  6. Vi ringrazio delle vostre testimonianze ,ho evitato di cadere in una truffa,altro che grande opportunità , io ho partecipato ad un concorso della stessa casa editrice, fin dal primo contatto mi invitano a comprare libri di autori che li rappresentavano,mi hanno offerto una collaborazione con il “maestro “, ma dovevo mandare altri 40 componimenti, in più dovevo finanziare solo io, questo progetto, con 970 € (oltre autore,pure venditore),per un audiolibro che sarebbe stato disponibile per un anno in formato digitale su App non proprio conosciute, io avrei visto i soldi dopo un anno , e di ogni vendita ovviamente un piccolo guadagno… non solo si rimane sconosciuti,ma ci si rimette , ovviamente ho rifiutato e ho annullato l iscrizione al” concorso”..

  7. ALETTI E’ SUBDOLO E ILLIMITATO NEI RAGGIRI E NELLE PROPOSTE, NE FA UNA DIVERSA OGNI GIORNO E CHIEDE SOLDI. I PREMI SONO RICONOSCIMENTI ALEATORI E INUTILI.
    POVERI SCRITTORELLI CHE SIAMO, DIMINUIAMO LE NOSTRE AMBIZIONI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    LILIANA DELLI PONTI

  8. Io ormai tratto con gli editori per puro divertimento, giacché nulla di ciò che essi pubblicano oggi è destinato a quella storia della letteratura che l’industria culturale, scimmiottando Hollywood e ora anche Netflix, ha abrogato.
    Ad alcuni nemmeno rispondo, ad altri sì ma soprattutto per corteggiare le segretarie di redazione, allorché si presentino all’altezza dei miei appetiti fondamentali.
    Viviamo nei tempi bui del suffragio universale, quello per cui due analfabeti, posto che sappiano disegnare una X – cosa non inverosimile giacché all’occorrenza e da sempre ne fanno uso copioso come firma – su un lenzuolo elettorale nel segreto cinerario dell’urna, hanno più peso di un solo Einstein, in quanto due contro uno.
    La democrazia non è che bullismo elevato a sistema, quantità per qualità, chiacchiera per discorso, talk show per filosofia, propaganda per dialettica, massa per popolo, cittadino per persona, spettacolo per teatro, cultura per salotto; insomma, un acquitrino ove tutto ristagna e la putrefazione è l’unica forma di vita degna del proprio nome.
    Io non ho bisogno di pubblicare libri un tanto al chilo come le mozzarelle, non m’interessa incontrare dei lettori per parlarmi addosso – d’altro canto il solo timbro della mia voce di per sé implicherebbe che mi fosse corrisposta una prebenda di almeno mille euro al minuto (e, data l’incipiente quaresima, sono addirittura in vena di austerità) – e confrontarmi con la loro logorroica insipienza magari mentre i microfoni fischiano come merli perché i fonici, raccattati tra le maestranze allo sbando del reddito di cittadinanza, non hanno la più pallida idea di cosa stiano facendo.
    Ho tutto il denaro che mi serve per dieci vite, forse undici, il mio narcisismo si appaga da sé, perché io sono io e tanto basta, ho una splendida Famiglia e vivo da sempre e solo per il piacere di farlo, finché mi va.
    Chi vuole essermi editore deve pensare solo a rendermi felice, come un bravo valletto, perché, comunque vadano le cose, non sarà mai lui a pubblicarmi ma sempre io a salvarlo dal suo destino di tipografo.
    Aletti? Sanno tutti che è solo un piccolo editore a pagamento che inonda il web coi suoi premi senza storia avvalendosi del gioco di sponda di gente come Alessandro Quasimodo, che si fregia del cognome paterno come se fosse una garanzia. Quindi? Ancora se ne parla? Chi ci casca è un minus habens e trovo che frodare i minus habentes sia in un certo senso anche etico. La stupidità va punita.

  9. Grazie delle informazioni, io scrivo poesie, vorrei, ancora sono incerta, pubblicarle. Conoscete l’editore: De Nigris, ho visto la pubblicità sembra che pubblica gratis ? Grazie

  10. Grazie di cuore, ero propensa all’autopubblicazione, ma ho subito l’impatto con i miei poveri strumenti tecnologici. Non sono in grado di acquistare un computer idoneo all’applicazione, ad esempio di Amazon.
    Così a malincu9re ho creduto nell’Aletti Editore, che ad ogni sospiro mi propongono pergamene e l’acquisto minimo di tre volumi di ciascuna Antologia di dove povera me, viene pubblicata una singola poesia.
    Quindi quando sono stata selezionata dalla Casa Editrice Atile, che chiedeva solo l’acquisto di un volume e biglietti d’ingresso alla Fiera del Salone del libro di Torino di scontatissimi.,non mi è parso vero. Grazie ancora.

  11. Leggendo tutti i vari e veri commenti mi sono venuti in mente diversi slogan di quando studente ( sessantotto) con nostalgia repubblicana marciavo con i compagni per le storiche strade romane . Uno di questi che piu’ ricordo con affetto e comparandolo al nostro tempo era ” Cloro al clero e piombo alla DC ) . Tre case editrici mi hanno contattato per inserire le mie poesie ( a detta loro molto interessanti ) inviate nei loro concorsi in una antologia previo pagamento di un obolo piu’ o meno pesante. Ho risposto che nel caso fossi arrivato Primo e solo in quel caso avrei devoluto una parte di quel premio a questa loro proposta . Sto in trepida ,.,.,. attesa di una loro comunicazione ……….!

  12. Salve, normalmente scrivo racconti ma, rovistando nei ricordi, la settimana scorsa ho partecipato per la prima volta da un concorso di poesia con ALETTI editore. Sono stato subito selezionato e inserito nell’antologia con l’obbligo di acquistare copie e pergamena.
    Ovviamente non lo farò. Trovo vergognosa questa pratica. Chi scrive scrive prima di tutto per se stesso ma viene anche gratificato da un eventuale riconoscimento da parte di persone competenti. Ovviamente non è questo il caso. Stessa cosa successa con DANTEBUS. Se paghi guarda caso vinci e vieni pubblicato. ZERO serietà Molto molto dispiacere

  13. Salve, normalmente scrivo racconti ma, rovistando nei ricordi, la settimana scorsa ho partecipato per la prima volta da un concorso di poesia con ALETTI editore. Sono stato subito selezionato e inserito nell’antologia con l’obbligo di acquistare copie e pergamena.
    Ovviamente non lo farò. Trovo vergognosa questa pratica. Chi scrive scrive prima di tutto per se stesso ma viene anche gratificato da un eventuale riconoscimento da parte di persone competenti. Ovviamente non è questo il caso. Stessa cosa successa con DANTEBUS. Se paghi guarda caso vinci e vieni pubblicato. ZERO serietà Molto molto dispiacere

  14. Buonasera a tutti. Qualcuno ha un feed back su Adiuvare (a cui fanno capo Aracne, La Bussola Edizioni, Primaedizioni)?
    Grazie.

  15. Grazie per i vostri commenti: avete chiarito i miei dubbi su Aletti.
    Non è possibile che arrivino ogni giorno delle email con continue proposte! Io ho pubblicato due volte le mie poesie: con il primo editore ho dovuto acquistare 50 copie a un prezzo molto contenuto, il secondo non mi ha chiesto nulla.

  16. Grazie per i vostri commenti: avete chiarito i miei dubbi su Aletti.
    Non è possibile che arrivino ogni giorno delle email con continue proposte! Io ho pubblicato due volte le mie poesie: con il primo editore ho dovuto acquistare 50 copie a un prezzo molto contenuto, il secondo non mi ha chiesto nulla.

  17. Salve a tutti: condivido le vostre perplessità riguardo Aletti. E’ una vera persecuzione; non passa giorno che non arrivi qualche news. Dantebus sembrava un pò più seria ma, anche in questo caso, i soldi erano la priorità e 500 euro circa non sono bruscolini! Positivo, invece, il parere su Atile. Mi sono iscritta alla newsletter e mi sembra che questa casa editrice sia seria.
    In conclusione: occhio alle truffe e buona scrittura a tutti.

  18. Grazie per le dritte sulla Aletti Editore; tutti quindi abbiamo avuto più o meno la stessa storia. Io scrivo solo per dire che ho letto il tuo racconto e mi è piaciuto. Davvero, scorre veloce, bravo. Il finale però non mi è piaciuto; troppo improvviso. Cioè… che l’amico non sarebbe arrivato all’inconto lo si capiva sin da subito, ma mi aspettavo una qualche regione più profonda dell’assenza. Sarebbe stato bello ad esempio scoprire pian piano che in realtà quel caro amico altro non era che un’amico immaginario , l’alter ego che incarnava tutte le virtù e i desideri del narratore. Magari sarebbe stato carino raccontare anche di una conversazione intavolata lì nel locale, per poi scoprire nel finale che in realtà solo una delle due birre era stata consumata e solo una delle due sedie era stata occupata. Non so, è un’idea tanto per dare una mia opinione (non chiesta).

    1. ciao, intanto ti ringrazio per avere letto il racconto e ti ringrazio per le critiche. Purtroppo l’amico non arriverà mai in quanto è scomparso troppo presto, nel racconto ho voluto solo raccontare chi era Manfredi, la sua genialità e il suo vivere sempre da un’avventura a un’altra per poi però incontrarci ancora davanti a una birra.

  19. Così finisce la letteratura di genio, la poesia diventa merce in mani a gente senza scrupoli. Peccato. In un mondo come questo non ce l’avrebbe fatta a sfondare nemmeno Dante o Petrarca.

  20. Ciao a tutti. Quello che davvero mi lascia senza parole è la propaganda di Alessandro Quasimodo (il figlio del maestro!) per Aletti con tanto di video su facebook. Faccio, però, una riflessione. Noi siamo poeti/scrittori sconosciuti e le case editrici (che sono imprenditrici così come lo erano nel passato) devono comunque avere un tornaconto economico. D’accordo sull’inopportunità di investire cifre consistenti in pubblicazioni e pseudoconcorsi, ma ci sta se chiedono una piccola somma per darci la seppur minima visibilità. Per qualcuno potrebbe essere importante, anche come sprone per iniziare un qualsiasi progetto. Fondamentale è non farsi travolgere e restare con i piedi per terra.
    Ho, invece, paura che l’opera inviata da qualche talento (compresa l’idea) sia manipolata, rielaborata e pubblicata da autori già noti. Non mi stupirei.

    1. Hai Ragione, il problema secondo me si pone quando non chiedono un giusto tornaconto economico ma un vero e proprio guadagno. Molte case editrici obbligano il malcapitato a comprare 50, 100 testi per migliaia di euro confondendo di fatti il ruolo di scrittore con quello di libraio o distributore. Molto spesso poi non c’è nessuna attività di promozione allora tanto vale pubblicare gratuitamente con Amazon.

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