Una grande compagnia di assicurazioni mi vuole fare causa

Sembra un titolo “acchiappa clic” ma, purtroppo per me, non è così. Ti racconto questa storia nella speranza che sia utile ad altri per non vivere quanto ho vissuto io a riguardo!

Se state per partire per un viaggio o se semplicemente lavorate a partita iva o, ancora, volete solo tutelarvi, il pensiero andrà sicuramente là: una polizza! Non importa he sia infortunio, malattia o viaggio, le polizze ci danno sicurezza e tranquillità e ci sentiamo, perlomeno mentalmente, invincibili. Certo, chiunque di noi ne ha fatta una si sarà sicuramente scontrato tra questa sensazione di invulnerabilità dei fatti e la realtà fatta di fanchigie, di “eh ma questo non è coperto” eccetera. 

La mia storia però ha dell’assurdo e vi posso assicurare che gestire questo stress enorme non è stato facile. Per chi mi segue da un po’  non sarà difficile ricordare che dalla fine del 2023 sono partito per un lungo viaggio lento via terra che mi ha portato da Sanremo, città dove vivo, a Bali in Indonesia. Mesi e mesi di viaggio e tanti Paesi e frontiere superate. Partire per un viaggio del genere in solitaria dà da pensare. La prima cosa che ci spaventa è lo stare male fuori, dove non capiamo la lingua dei medici e dove ci sentiamo più deboli e fragili. Per questo motivo mi ero recato in quell’agenzia che aveva la mia fiducia. Con l’agente avevamo discusso già a Ottobre 2023 di una polizza che coprisse queste spiacevoli situazioni. Lui mi disse che la polizza viaggio e turistica non era per me in quanto, a suo dire, non possono superare i 90 giorni mentre per me, che avevo tra le mani un viaggio lungo, serviva una polizza sanitaria. Un po’ più cara certo ma avrebbe coperto anche sulla luna. Spoiler: non era affatto così.

Il preventivo era più alto di quanto pensassi: quasi 1500 euro per un anno di copertua. Non ero convinto così lasciai perdere salvo tornare sull’argomento qualche mese dopo al mio approcciare la frontiera cinese. Ripresi quindi i contatti con l’agente ricordandogli cosa per me fosse fondamentale: una polizza annuale che non si rinnovasse.

Nonostante il viaggio mi sono fidato e ho apposto le firme utilizzando un’app sul telefono. Forte della mia copertura ho proseguito il viaggio: Cina, Vietnam, Cambogia, Laos, Tailandia. Proprio in Tailandia vengo morso da alcuni animali che mi lasciano segni sulla pelle. Penso: “che problama c’è, ho la polizza che copre anche sulla luna” Ebbene, alla mia richiesta scopro che in Tailandia non esiste una clinica convenzionata con Unisalute. In Tailandia? Il Paese asiatico con più turismo??? Questo vuole dire solo una cosa: il prodotto che mi è stato venduto dall’agente è totalmente inadatto a me.

Ebbene scrivo ancora una mail, che rimarrà senza risposta, dove chiedo gentilmente all’agente di confermarmi quanto ci erevamo detti al telefono ossia che la polizza sia annuale e non rinnovabile. L’agente, ovviamente non risponderà mai. E qui scatta, o dovrebbe scattare, la deontologia professionale di un’agenzia seria: al cliente si deve sempre rispondere soprattutto qualora questi fosse caduto in errore. 

Nel dubbio mando la PEC dove indico la mia volontà a non voler proseguire il rapporto. Mando tutto a Novembre 2024 e poi me ne dimentico salvo ricevere una prima raccomandata in Maggio 2025 dove mi si reclamava il pagamento della polizza. Inizia qui una diatriba tra me a l’agenzia: replico alla loro raccomandata e faccio scrivere dal mio legale oltre che tentare, senza risultato, di parlare telefonicamente con l’agente. Non ricevo risposte e, al contrario, inizio a ricevere chiamate insistenti da un’agenzia di recupero crediti: MB Credit solutions del gruppo Mediobanca. Io cado dalle nuvole, non capisco cosa vogliano da me visto che la polizza è stata disdetta nei termini. Con i miei legali stampiamo finalmetne la polizza e qui arriva la sorpresa: la durata del contratto è di 5 anni e non di 1 anno come da precedente preventivo. Errore dell’agente? Dolo? Non lo sapremo mai visto che ha rifiutato ogni contatto. 

La situazione quindi inizia a farsi più seria: ho firmato e quindi sono in torto. 

E’ davvero così? Con i miei legali iniziamo a scrivere una strategia di difesa, stampiamo tutte le chat tra me e l’agente dove si vedeva chiara la mia richiesta di una polizza limitata al viaggio, tutte le mail dove chiedevo conferma di quanto ci erevamo detti al telefono ossia della durata annuale della polizza e quanto altro materiale valido a provare il dolo del soggetto, la mancanza di buona fede pre contrattuale e tutto quello che serve per far annullare il contratto per vizio della volontà e dolo eventuale.

L’agenzia di recupero crediti però continua a chiamare e a minacciare ed è qui che capisco il loro modus operandi. Cercano di fare paura e di spingere al pagamento. “Allora, procediamo con la causa!” questa la frase più gettonata. Io, con molta calma, rispondevo : “certo, procedete pure. Abbiamo abbastanza elementi per dimostrare il dolo” . A sentire queste parole perdevano la pazienza e spesso buttavano giù il telefono.

Se avete un motivo valido, visto insieme ai vostri consulenti, per non pagare, non fatelo. Un’agenzia di recupero crediti cerca solo di intimorirvi. Nel mio caso, tra l’altro, avevo fatto intervenire l’IVASS inviando tutte le prove in mio possesso tramite raccomandata. Ragion per cui, in una situazione di interessamento dell’IVass, MB credit solutions doveva tacere ed attendere invece che continuare a chiedere il pagamento. 

Morale della favola: è intervenuta la compagnia annullando d’ufficio il contratto che, tra l’altro, non avevo mai utilizzato.