Per molti vivere e lavorare all’estero un periodo della vita è un sogno e un passaggio della propria formazione. Per altri, meno fortunati, è una necessità dovuta alle condizioni economiche. Non importa che voi siate nel primo o nel secondo punto, basta poco per trasformare una situazione di tristezza e nostalgia in un’occasione unica di confronto e soddisfazione. Come? Vediamolo insieme!
Nella mia vita ho fatto già da giovanissimo tante esperienze fuori casa. Ho iniziato con i miei studi a Milano per poi trasferirmi, grazie a una possibilità di intership, negli Stati uniti d’America. Da lì in poi non mi sono più fermato andando a vivere e lavorare in Ucraina, Lettonia, Russia eccetera.
La prima sensazione quando si arriva in un nuovo Paese è sempre di entusiasmo e soddisfazione. Tutto ci sembra nuovo e luccicante e ogni cosa sembra funzionare al meglio. Purtroppo questa sensazione degli inizi dura poco e potremo, presto, sprofondare in una tristezza generale con conseguente nostalgia di casa, dei nostri amici e di tutte quelle abitudini che prima ci sembravano così noiose.
Come è possibile evitare tutto questo? Molto dipende da noi e dal nostro carattere. Potere passare un periodo all’estero è un un’occasione unica e dobbiamo riuscire a sfruttarla al massimo non dando spazio a inutili sensazioni di tristezza.
Secondo me sono pochi i passaggi obbligati per potere godere a pieno di un momento così unico.
- Imparare la lingua del Paese. Questo passaggio è fondamentale e può creare una nuova motivazione giornaliera di riuscire, passo passo, ad aumentare le proprie capacità relazionali. Non avere bisogno di nessuno, riuscire a spiegare cosa vogliamo e fare due chiacchiere con gli abitanti del nuovo Paese ci daranno la possibilità di interagire e immergerci realmente nel nostro nuovo mondo. Immaginate che bella sensazione quando qualcuno verrà a trovarci e voi farete da Cicerone dimostrando una competenza linguistica prima inesistente. Per poter partecipare alle attività sociali è un passaggio fondamentale in assenza del quale sarete costretti a scremare le vostre possibilità di interazione solo tra quelle persone che conoscono una lingua a voi familiare e la cosa può tagliare di molto le vostre possibilità.
Ci sono sicuramente molti modi di imparare una nuova lingua per tutte le tasche. Io consiglio certamente di investire in una scuola di lingue dove troverete un insegnante che ha fatto di questa attività un lavoro e, perché no, un gruppo di stranieri come voi con i quali scambiarsi sensazioni. Non importa che voi siate operai o grandi manager, molti Paesi europei offrono possibilità anche gratuite di integrazione basate sull’apprendimento della lingua.
2. Partecipa a un’attività che ti piace.
Dopo avere imparato un po’ la lingua serve mettere in pratica le nostre nuove capacità cercando amicizie non più tra i nostri connazionali o altri stranieri ma tra gli abitanti del nostro nuovo Paese. Quale modo migliore se non cercare un corso, non per stranieri, di una qualsiasi disciplina che ci piace? Non importa averla già provata a casa o intraprendere un’attività che abbiamo sognato. Stare in contatto con nuove persone, fare gruppo e fare amicizie avendo alla base un’attività comune ci farà uscire dal nostro guscio. Cercate l’attività che più vi piace sportiva, ricreativa o culturale. Un corso di Yoga, di Pilates, di arti marziali passando per disegno, musica o canto. Se sapete suonare cercate altri musicisti per mettere su una band, se amate il teatro cercate un corso di teatro eccetera.
3. Via i pregiudizi
La nostra cultura ci ha plasmati e formati. Uscendo da casa ci renderemo conto che molte delle nostre abitudini non sono considerate allo stesso modo lì dove ci siamo trasferiti sia in attività pratiche sia in visioni più grandi della vita. Cerchiamo di non partire prevenuti e di non avere l’idea che la nostra visione sia per forza quella giusta. Io ho imparato, seppur con molto scetticismo, a bere il té caldo mangiando la pizza e vi posso dire che, dopo un po’ di tempo, non lo trovavo così male.
Trasferirsi in un nuovo Paese non vuole dire cancellare noi stessi e tutto il nostro bagaglio culturale. Al contrario saremo i primi sostenitori della nostra cultura. Dobbiamo però essere aperti agli atri e alla loro visione, siamo pur sempre ospiti. Cerchiamo di non avere pregiudizi e, anzi, voglia di assaggiare cibi nuovi, provare nuove abitudini, partecipare a nuove iniziative sociali. Spingete anche i vostri familiari a non restare chiusi in casa ma uscire, fare amicizie, cercare di godersi un po’ la vita, che sia un aperitivo o una passeggiata in centro.
Basta poco per trasformare la tristezza in energia positiva!
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