La cittadinanza per meriti

Ci sono storie che, a volte, ci lasciano a bocca aperta. Persone che si rendono protagoniste di casi eroici o incredibili meriti sportivi e artistici. Quando vieni a sapere che queste persone sono straniere e in Italia vivono e ci rendono orgogliose, è amaro vedere che non sono cittadine. Vi racconto come funziona la cittadinanza per meriti!

Viviamo in un tempo molto competitivo sia per quanto riguarda lo sport sia per la vita. Ci sono persone che riescono ad avanzare molto velocemente nella corsa della vita raggiungendo importanti traguardi sportivi, artistici, imprenditoriali o, spesso, eroici.

C’è un che di amaro quando vieni a sapere che queste persone, che rendono l’Italia  famosa nel mondo, non sono italiane, perlomeno formalmente. Viene da pensare a Khabi Lame, il tiktoker più seguito al mondo che solo recentemente è diventato italiano pur, da sua ammissione, già si sentiva tale da tempo.

Altre storie sono ancora più epiche. Viene da pensare ai giovani Rami e Adam che, con calma e sangue freddo, hanno evitato la strage del loro autobus sequestrato da un folle. Con una telefonata fatta di nascosto e mettendo a repentaglio la loro stessa vita, hanno permesso alle forze dell’ordine di intervenire e sventare il piano del sequestratore.

Storie come queste ce ne sono tantissime e la legge 91/1992 ci viene incontro prevedendo una categoria residuale di ottenimento della cittadinanza italiana: la cittadinanza per merito.

Per un soggetto straniero che si è reso protagonista di alti meriti o che ha reso particolari servigi all’Italia è possibile, previo consenso del Consiglio di stato e su iniziativa del Ministro degli interni, dare la cittadinanza italiana tramite decreto del Presidente della Repubblica.