I soldi, purtroppo, condizionano la vita di tutti. Essere ricchi o poveri è importante anche per quegli stranieri che decidono di compiere l’ultimo passaggio della loro integrazione in Italia: diventare cittadini italiani. C’è infatti un reddito minimo al di sotto del quale vedremo la domanda rigettata. Qual è? Vediamolo insieme!
Su questo sito abbiamo affrontato tante volte il tema della cittadinanza italiana, i requisiti per richiederla, le modalità di accesso e le proposte di modifica di questo importante tema giuridico.
I modi principali, ma non tutti, di accesso sono principalmente:
- Cittadinanza per matrimonio: lo straniero si è sposato/a con un cittadino/a italiano e grazie a questo ha diritto i chiedere la cittadinanza;
- residenza : lo straniero risiede legalmente in Italia da almeno dieci anni continuativi;
Iniziamo con il dire che se state per chiedere la cittadinanza italiana per matrimonio, il reddito, non è una cosa che vi deve preoccupare. Sarà il matrimonio il presupposto giuridico alla richiesta indipendentemente da quanto guadagnate.
Il problema invece si pone per chi richiederà la cittadinanza italiana per residenza dopo 10 anni di permanenza ininterrotta sul suolo Italiano. Ebbene per poter vedere accettata la nostra richiesta, come definito dalla legge n. 91/1992 all’articolo 9.
Il reddito minimo personale o familiare deve essere di almeno euro 8263,31 nei tre anni precedenti alla richiesta.
Non basterà infatti avere avuto un lavoro l’anno di richiesta della cittadinanza, dovremo dimostrare, tramite il modello 730, la dichiarazione dei redditi o il CUD di avere avuto disponibilità di questa somma nei tre anni di imposta precedenti alla nostra domanda.
Non rispettare questo requisito porterà al rigetto della nostra domanda di cittadinanza e perderemo anche la somma una tantum richiesta di 250 euro versata a inizio procedura.
Bisogna quindi fare molta attenzione nel controllo dei requisiti.
